B. Selene Zorzi, Al di là del «genio femminile». Donne e genere nella storia della teologia cristiana

Si può essere donne di oggi e credere in Dio? Cosa è la "teologia di genere"? L'identità sessuata significa qualcosa per l'antropologia cristiana e per il suo discorso su Dio? Quando il Magistero cattolico parla di "genio femminile" risponde alla nuova presenza delle donne nella scena mondiale e alla loro coscienza sempre più chiara ed operante della propria dignità?

Anche se negli ultimi cinquant'anni la questione del femminile e delle sue definizioni è stata affrontata in modo consistente dal mondo accademico internazionale, sul versante teologico tale tema sembra restare appannaggio degli specialisti ed è ancora estraneo a un pubblico più ampio. Il volume - rivolto anche a lettori non specialisti e mirato a una riflessione interdisciplinare - propone una raccolta ragionata di testi della tradizione cristiana che si incentrano sul nesso tra teologia, donne e femminile.

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                                                                                                                Giorgia Salatiello

GREGORIANUM, VOL 96 (2015) FASC. I: RECENSIONES

RECENSIONE DI:

Benedetta Selene ZORZI, Al di là del “genio femminile”. Donne e genere nella storia della teologia cristiana Roma, Carocci, 2014.

 

Il volume di Benedetta Zorzi si inserisce in un filone, ormai ricco, di studi di donne riguardo alla questione femminile nella Scrittura e nella storia della teologia cristiana, ma lo fa con una sua ben peculiare fisionomia che ne rende la lettura stimolante, conferendogli il valore di un utile strumento di ricerca.

L’opera si articola in sei capitoli, preceduti da una sostanziosa introduzione e seguiti da una conclusione che, in realtà, più che concludere, apre su ulteriori piste delle quali si sono delineate le linee portanti.

Già nell’introduzione sono affrontati tre nodi cruciali che poi incideranno sullo svolgimento dell’intera ricerca: la distinzione tra i “femminismi”, quella tra gli approcci di questi ultimi alla Bibbia ed infine, ma con importanza decisiva per l’intero lavoro, quella tra le diverse accezioni del termine “genere”, che, se non adeguatamente precisate, ingenerano polemiche spesso frutto di confusioni concettuali.

Il primo capitolo, fornendo gli strumenti metodologici per le indagini che seguono, mette in evidenza la differenza che intercorre tra il concetto di femminilità, le figure femminili tramandate dalla tradizione e le donne concrete, portando accurate esemplificazioni che danno spessore all’argomentazione.

Muovendo da qui, il secondo capitolo si sofferma sulle concezioni del femminile proprie dell’antichità classica  e delle due narrazioni di Genesi 1 e 2, mentre il terzo volge l’attenzione al tema della creazione della donna a immagine di Dio, che, nel Nuovo Testamento, diviene quello dell’immagine di Cristo.

Il quarto capitolo, poi, prende in considerazione, lungo tutto l’arco della tradizione teologica, i differenti modelli che sono stati e sono tuttora proposti riguardo alla lettura della questione femminile e, successivamente, il quinto si sofferma su specifici aspetti della teologia e dell’esistenza cristiana, con uno sguardo particolare all’utilizzo di metafore femminili.

Il sesto capitolo, infine, ricollegandosi alla tematica dell’immagine di Dio, sposta l’accento su questioni di teologia sistematica, considerando l’incidenza di un discorso che, parlando di Dio, utilizza nuove simbologie e crea inedite forme di comprensione  che si ripercuotono sulla concretezza dell’ esistenza cristiana.

Come risulta evidente dalla sintesi ora proposta, il volume si struttura su di una linea rigorosamente teologica, con ampi e diretti rinvii a testi scritturistici e della tradizione, ma si avvale anche di un rilevante approccio interdisciplinare che consente all’Autrice di avere chiaramente presenti i più  recenti studi sulla condizione femminile e sulla tematica del “genere”.

Riguardo a quest’ultima, come si è accennato inizialmente, già nell’introduzione Benedetta Zorzi opera una chiara distinzione teorica tra i differenti significati del termine “genere” e tale distinzione diviene, lungo l’arco di tutta la ricerca, un prezioso strumento che le consente di avvalersene, evitando di rimanere intrappolata in quelle interpretazioni ideologiche estreme che, alla fine, impediscono di parlare della femminilità e delle donne, avendo decostruito ogni punto fermo di riferimento.

Una particolare attenzione meritano i riferimenti, nel primo capitolo e nella conclusione, alla persona di Maria, sebbene l’Autrice dichiari esplicitamente che non intende approfondire questo punto, volgendosi invece ad altre figure di donna (pp. 42-43).

Nonostante questa voluta reticenza, emerge la chiara consapevolezza che Maria, come è presentata dalla Scrittura, rimane il modello per eccellenza di tutte le generazioni di credenti e non solo delle donne, mentre, nella storia della teologia, si riscontra anche la presenza di alcune interpretazioni mariologiche che risentono di modelli androcentrici che creano difficoltà alle donne nell’avvicinarsi a Maria.

Ci si augura che l’Autrice voglia tornare in futuro su questo punto, esplicitando ed approfondendo quello che qui è solamente accennato.

D’altra parte, l’effettuare cenni a problematiche rilevanti non ulteriormente sviluppate in considerazione dell’economia complessiva della ricerca, insieme al rigore e de all’onesta intellettuale, è proprio una delle più rilevanti note positive del libro che non si propone come una sintesi conclusiva di affermazioni perentorie e non aperte al confronto, ma come un contributo ad un percorso di studio e di rilettura che le donne hanno avviato già da anni e portano avanti con serietà e competenza scientifica.

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